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Quella del Carnevale per questa cittadina
istro-veneta a pochi chilometri dal confine con la Repubblica di
Slovenia è una tradizione antichissima. Se ne trova traccia già
negli Statuti Cittadini del 1420 in cui si parla di società
costituite per i divertimenti carnascialeschi e di sovvenzionamenti
di un ducato destinati a quanti ne spendessero tre per i musicanti.
Dopo aver gloriosamente superato due Guerre
Mondiali, il CARNEVALE MUGGESANO è stato istituzionalizzato nel 1954
dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Giordano Pacco.
Ancora oggi la manifestazione è caratterizzata
e resa unica dalla sua genuinità, dal suo spirito ironico e
autoironico e dalla satira pungente, elementi tutti che si coniugano
a un’autenticità legata a origini lontane e a tradizioni radicate
che collegano il Carnevale Muggesano a quello di Venezia, città di
cui Muggia condivise le sorti fino al 1797, quando l’Editto di
Campoformido sancì la sudditanza della Serenissima Repubblica
all’Austria.
Il CARNEVALE MUGGESANO, il cui calendario è
ogni anno ricco di numerosi appuntamenti, è scandito da alcuni
momenti storicamente legati alle sue tradizioni più antiche.
Il giovedì grasso si apre la manifestazione
con l’arrivo di RE CARNEVALE, impersonato dal detentore della Corona
d’Oro, premio per il miglior costume assegnato al termine
dell’edizione precedente. Alla presenza del RE inizierà il BALLO
DELLA VERDURA, danza propiziatoria la cui ricca coreografia lo rende
unico nella zona. Abbandonato per molti anni, venne riproposto nel
1981 per impreziosire la cerimonia che accoglieva l’arrivo della
barca storica della Serenissima Repubblica, giunta nel porticciolo
per sancire il gemellaggio fra il Carnevale Veneziano e quello di
Muggia. I passi del BALLO – eseguiti secondo le modalità descritte
da Nicolò Manzuoli in “Nuova descrittione della provincia
d’Istria” nel 1611 – sono affidati a coppie di ballerini
appartenenti a tutte le otto Compagnie del Carnevale Muggesano che,
ed è un’altra caratteristica non di poco conto di questo momento
della manifestazione, si ritrovano unite e, per un’unica occasione,
non in competizione fra loro.
Ma ciò che rende veramente unico il CARNEVALE
MUGGESANO è il GRANDE CORSO MASCHERATO, previsto la DOMENICA con
inizio alle 13.30.
Questo è il momento atteso a lungo dalle
Compagnie per esibire il loro lavoro di mesi, lavoro in cui impegno,
laboriosità e fantasia vanno di pari passo e il cui scopo è offrire
temi di sfilata sempre nuovi e allettanti, con carri allegorici
sempre più ricchi e monumentali accanto a costumi sempre più
splendidi.
Il GRANDE CORSO MASCHERATO del CARNEVALE
MUGGESANO differisce da quello di altre importanti manifestazioni in
quanto, richiamandosi chiaramente alla Commedia dell’Arte, le
Compagnie costruiscono coreografie e sketches godibili e originali,
in cui ognuno ricopre un ruolo preciso e alle quali i carri, da
quello principale a quelli minori, offrono una vera e propria
scenografia mobile. Altro ingrediente importante la musica, eseguita
dal vivo dalle bande. Alla fine del Carnevale, tutti i carri vengono
puntualmente distrutti e non riciclati, neppure parzialmente, come
avviene in analoghe manifestazioni italiane.
E come ogni Carnevale che si rispetti, anche
quello Muggesano ha il suo FUNERALE, anzi tre: due nel centro di
Muggia, inscenati dalle Compagnie ONGIA e MANDRIOI, e uno in
località S. Barbara, curato dalla LAMPO. Protagonisti il Carnevale
morto, pianto da un’improbabile vedova, generalmente en travesti,
consolata da un altrettanto improbabile prete.
Ai momenti di tradizione, l’organizzazione
affianca concerti e spettacoli gratuiti per tutti i gusti e tutte le
età, accontentando così un pubblico sempre più folto e in cui sempre
più spesso si sentono parlate di altre regioni e altri Paesi. |